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Viaggi guai musica arte


Quando ero adolescente non ricordo quale amica tirò fuori un libretto con versi di Dorothy Parker, in tutta la sua gaia sfrontatezza e verità.

Un piccolo componimento mi è rimasto sempre impresso: viaggi guai musica arte un bacio un vestito una rima: non ho mai detto che riempiono il cuore, ma servono a far passare il tempo.

È molto vero. Soprattutto fanno passare il tempo in maniera buona, soddisfacente, se non piena. Perché sono poche le scelte nella vita che ce la rendono piena sia nel bene che nel male. Così come sono pochi i momenti che ce la condizionano nostro malgrado.

Tutto il resto è ridere scherzare, mangiare, ingrassare dormire, ferire incassare ferire incassare come direbbe Ivano Fossati. Anzi c’è una sua canzone che mette l’ansia ma rende l’idea molto bene. Si chiama discanto. Ed è un capolavoro.

Così esistono periodi lunghi del dopo, quello che ci fa riprendere da un dolore, un lutto, una malattia, ma anche da una grande gioia.

E poi ci sono i tempi dell’attesa, quella che ci spinge ad andare avanti.

E poi ci sono i periodi in cui non ci si aspetta nulla.

Io ho sempre cercato di riempire quei tempi, come se fossero spazi.

Mi sono sempre piaciute le cose belle, la musica, il cinema, le città d’arte. Il teatro. I libri. Le amicizie, le chiacchiere con le amiche. Andare dal parrucchiere o dall’estetista. Mangiare cose buone.

Sono tempi complicati per me, per tante ragioni.

Ogni volta che parto scopro però bellezza, storie nuove, possibilità, ritorni, andate, colori, venti, mari, verdi e sfumature.

Capri, Napoli, Sorrento, Positano. Scicli, Ortigia, Ragusa e Siracusa. Modica, i suoi gatti le sue scale i suoi ‘mpanatigghi.

Le spezie, gli odori, i sapori. Le maschere i balli. Sono di nuovo in partenza, l’infinito, l’ermo colle, i progetti, le storie.

Se potessi non farei lunghi viaggi, no. Ma sarei sempre in giro per piccoli spostamenti. A scoprire nuove cose. A incontrare vecchi amici. A comprare bigiotteria che scordo. A confrontare il nord col sud.

A pensare a dove sono arrivata fino ad ora.

In attesa, arrivando da un prima. Raggiungendo quel dopo.

Ho molte storie da raccontare. Quando finirà questa attesa le racconterò. Parleranno del museo degli incurabili, dei divieti di sosta ad Ortigia, dei pensieri trasversali, della musica, del Club Tenco, degli amori passati, dei roseti, delle paure.

Intanto come avrebbe detto Fausto Mesolella: Io vado avanti.

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3 commenti

  1. my3place ha detto:

    Piano però, mi raccomando…

    Liked by 1 persona

  2. ERSILIA FERRANTE ha detto:

    Allora attendiamo le altre storie. Peccato, la Sicilia mi manca…non riesco mai a andarci

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