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Pasolini secondo Me

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Mio padre non amava Pasolini e il mio primo approccio fu con Ragazzi di vita a sedici anni: un calcio in faccia. Non riuscii a terminarlo. Sembrava un mondo troppo lontano da me. Poi il solito Stelio (gira che ti rigira) circa venti anni fa mi disse: ‘ah non ti piace Pasolini?’ e ghignava. La sera arrivò con gli Scritti corsari.
L’ho letto in una notte. Da quel momento tutto è cambiato. E io mi sono avvicinata al cinema e alla poesia di Pier Paolo come a quella di un amico. Mi si dice che spesso sono di parte con i miei amici. Ma non è così: è che solo parteggiando io riesco ad arrivare al cuore delle cose. E di Pasolini mi è sembrato di cogliere la delicatezza e la necessità di colmare d’amore il cuore, prendendolo anche da una foglia che cade.
Ne ho sentito l’inquietudine e la solitudine irriducibile.
Non sono certo l’unica. Siamo in tantissimi.
A novembre ho avuto la possibilità di realizzare uno speciale in più puntate per Radio 6, dove lavoro. Ed è scaricabile in podcast al link che segue:

 

Pasolini secondo la Radio

E’ stata una occasione straordinaria. Alcuni amici mi hanno aiutato a recuperare musiche, tra cui Luciano Ceri e Giorgio Maimone che mi ha messo in contatto col lavoro di cui parlo in questo articolo: i Turcs tal friul curati da Luigi Maieron.
Mi ha poi dato l’opportunità di scriverne per Bielle. la Brigata Lolli

http://www.bielle.org/index.htm

Grazie a entrambi
Grazie a Pier Paolo Pasolini, grande italiano.

http://www.bielle.org/2016/recensioni/Rece_MaieronTurcs.htm

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